-
Terrore o sbigottimento? Una nota sul Machi ...
-
Cura e verità. Recensione-saggio del libro ...
-
Bollicine 2008-2010
-
Bollicine del 2007
Quickmenu
- Cerca
- Segnalibri
- Tutti gli articoli
- Tutte le categorie
Bollicine del 2007
AGGIUNGI UN TUO COMMENTO
Data pubblicazione: 24/01/2007
Anteprima del tuo messaggio:
[
chiudi anteprima
]
Nome: *
Email: *
Homepage:
Oggetto: *
Commento: *
[quote][i] Scritto da Rudra [/i][b] Partiamo dal punto di vista dei pazienti che sembrano essere dimenticati in tutte queste discussioni su Analisi Collettiva, su Fagioli,sulla sensazionalità della scoperta...sappiamo tutti che quando ci rivolgiamo ad uno psichiatra siamo in una situazione di estrema fragilità, di debolezza,di disperazione. Molto spesso non sappiamo nulla di psicodinamica, di Freud, di Fagioli...eppure lo psichiatra fagioliano che abbiamo incontrato subito inizia a parlarci della nostra fortuna, a indottrinarci sulla teoria, a invitarci alla lettura dei libri, della rivista, di Left, a scagliarsi con violenza contro tutte le teorie psicodinamiche precedenti e conseguenti alla teoria della nascita, a tutte le altre cure psicoterapiche e psichiatriche, al cristianesimo, alle religioni, alle politiche. Non possiamo controbattere, qualunque tentativo di dare un'opinione diversa sugli argomenti suddetti viene violentemente frustrato come negazione della cura. Mentre l'adesione al pensiero di Fagioli viene salutato come un principio della guarigione. A questo punto, il paziente, deve scegliere:la speranza della guarigione e la resa totale al pensiero di un'altra persona (lo psicoterapeuta fagioliano che è solo portavoce del pensiero di Fagioli) o la possibilità della disfatta, di una sofferenza ancora maggiore, della morte. Molto spesso si tratta di gente ignorante che non ha neanche la possibilità di fare una critica e diciamolo pure, molto spesso nella malattia mentale vengono meno le nostre capacità critiche. Con queste premesse si può parlare di un metodo valido di cura? La scomparsa del sintomo conseguente al "prendersi cura", all'instaurarsi di un rapporto è seguita dalla guarigione dalla malattia mentale, alla formazione di un'identità? Che identità è quella in cui vi è l'adesione totale a un'altra persona, a un pensiero? In cui non vi è il cosidetto confronto di identità perchè ogni pensiero diverso da quello del terapeuta e quindi di Fagioli è pensiero malato? Qui vi sono solo i semi del fanatismo, della violenza, del totalitarismo. Un gruppo di persone (gli psicoterapeuti fagioliani) che sono i paladini di una missione:diffondere il verbo del Maestro, fare affermare ovunque le sue idee, cambiare l'umanità... ...e tutto questo a scapito del povero paziente che in un momento disgraziato della sua vita ha fatto una richiesta d'aiuto ad un medico provando a fidarsi, provando a sperare... Sarebbe molto meglio se nella prassi terapeutica lo psicoterapeuta fagioliano, non avesse la presunzione e la stupidità di volere ricreare una piccola Analisi Collettiva. Ai pazienti non deve interessare nulla delle dispute accademiche o di pensiero, nulla della lettura di libri iperspecialistici e difficili, nulla della rivista, di Left... Nella prassi psicoterapeutica si dovrebbe basare tutto sul rapporto tra paziente e psicoterapeuta e non tra paziente e Fagioli attraverso la maschera del terapeuta. Libri, considerazioni sulla politica, sulle religioni, sulle psicoterapie non devono diventare oggetto di rapporto, perchè altrimenti un pensiero diverso viene considerato come negazione di rapporto e quindi come malattia. Qualunque persona sensata sa che non è così. [/b][/quote]
Codice di sicurezza: *
Il codice Html non è attivo
La censura è attiva
Access Key
ALT + B = Neretto
ALT + I = Corsivo
ALT + U = Sottolineato
ALT + L = List
ALT + C = Center
ALT + F = Immagini
ALT + Z = Url
ALT + X = Url=
ALT + E = Email
ALT + Q = Quote
I campi con l'asterisco sono obbligatori
|
HOME PAGE
|
NOTIZIE BIOGRAFICHE
|
LIBRI E ARTICOLI
|
NOVITA'
|
GUESTBOOK
|
CONTATTI
|
LINKS
|