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Di fronte a tutto ciò la teoria della nascita deve essere risultata pressoché inane tanto più quanto, per l'inadeguata interpretazione del razionalismo, l'obstans che ora ha di fronte le compare inatteso. Tutto poteva sembrare risolto, e tutto in qualche modo era ancora meno «certo» e «chiaro» di prima.
Queste noxae, reali perchè proposte dall'attualità storica, sono state forse drammatizzate da un dato fantasmatico. Il 1997-2002 non è un periodo qualunque, non solo per le cose accadutevi, ma anche perché in esso un secolo finisce e ne inizia un altro. Il passaggio di secolo ha sempre portato con sé la preoccupazione per il poi di quanto acquisito nel secolo che finisce; e, se all'inizio della storia l'acquisito era la distinzione dell'uomo dalla natura dovuta alla scoperta della cultura dei campi, ora è, dal punto di vista della teoria della nascita, quella stessa distinzione in quanto però dovuta alla scoperta della realtà psichica di un Anders non riconducibile né all'animale né allo spirituale, né al patologico né all'organico.
Ce n'è abbastanza per individuare una malattia a monte dell'affermazione di un'avvenuta guarigione e comprendere che non è una qualsiasi, ma molto prossima a quanto la teoria presenta come nucleo di ogni malattia, qualcosa che riguarda l'assenza di ciò che è presente; solo che questa volta l'assenza non riguarda una presenza qualsiasi, ma quella della teoria stessa della presenza, o meglio della possibilità di intenderla ed accoglierla. Se c'è davvero stata un'angoscia, non è stata certo indotta da una frase non pronunciata, ma dalla prospettata fine del proprio mondo, e tanto più intensa quanto più viva è la consapevolezza del suo valore.

9. Dalla coerenza al carisma

E' ora possibile orientarsi sui motivi che, dal 1997, hanno portato a revisionare il racconto delle vicende dell'Analisi collettiva.
Come si è visto, la malattia successiva alla riuscita e presupposta dalla guarigione, che gli “Incontri” situano nel periodo 1997-2003 è diversa da quella minacciata prima di allora ed è riconducibile a una noxa costituita dall'insieme dei fattori sopra identificati che si manifesta a pieno dopo il 1997.
Ne consegue che anche la sua cura deve essere diversa da quella della malattia precedente la riuscita, deve avvalersi di nuovi accorgimenti, di diversi e nuovi fattori terapeutici. A contrastare l'attuale minaccia dell'assenza non bastano più il praecoxgefhül, il rapporto, la coppia terapeutica, l'essere dell'analista, l'espressione di quest'essere nella coerenza e quant'altro teorizzato all'inizio. Ad essi si aggiunge, diventando preminente su tutto, il racconto della storia dell'Analisi collettiva rivisto rispetto a precedenti racconti in modo da costruire l'immagine carismatica dell'interprete dell'Anders e da far sì che, attraverso la partecipazione ad essa per la condivisione del racconto, i membri dell'Analisi collettiva si avvertano e pongano come gruppo di eletti, anch'esso solitario e immune dal presente.
Così la scoperta, la teoria, la prassi, vengono poste fuori della storia e rese inscalfibili. E' come se svolgessero una storia nella storia, un'altra storia, immune dall'attuale sviluppo del tentativo di eradicazione dell'Anders.



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