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In sintesi, la differenza e riconducibile al fatto che, se il razionalismo classico tendeva a un controllo dell'Anders attraverso una comprensione razionale dello stesso che portava a qualificarlo come non umano, quello moderno tende alla costruzione di un mondo umano controllabile razionalmente perché senza Anders.
Come accennato, nel razionalismo moderno sono distinguibili tre momenti: il determinismo cartesiano; il suo perfezionamento nel progetto kantiano di costruire un uomo privo di interesse per l'Anders; lo svolgimento freudiano di tale progetto consistente nel sostituire a tale interesse quello per un Anders predefinito e artefatto
La crisi del freudismo significa così anche quella della corrente di pensiero che esso svolge e, per converso, la riuscita della teoria che l'ha anticipata da misurare però nel confronto non con esso, ma con il razionalismo moderno.
Era tuttavia una riuscita, nonostante questa dimensione, incompleta che non sapeva di esserlo perché non aveva distinto il razionalismo classico da quello moderno nè colto la specificità di quest'ultimo costituita dal suo essere un costruttivismo, e si era perciò preclusa la possibilità di riconoscerne uno sviluppo più incisivo del freudismo.
Nello stesso periodo in cui Freud elaborava il Progetto per una psicologia scientifica, dallo stesso ceppo del costruttivismo kantiano da cui egli proveniva, era sorta negli Stati Uniti d'America una filosofia che sarebbe poi stata denominata strumentalismo ed avrebbe, tra le altre cose, originato la psicologia comportamentista e, attraverso questa, la psichiatria del DSM.
Su quella filosofia ho scritto già nel 1984 e di nuovo, non a caso, nel 1999. Essa traduce l'ideale kantiano della costruzione di un uomo privo di interesse per l'Anders nella formula del conoscere come prassi del «ricondurre l'ignoto al noto» e ritiene di avere scoperto la legittimazione scientifica di quell'ideale nella scoperta dell'inerenza dei fenomeni psichici nei processi fisiologici propria della psicologia fisiologica di Wundt e della neurologia del tempo assunte come dimostrazioni dell'unità di anima e corpo.
La sua peculiarità sta nella formulazione della condizione necessaria a che non ci sia alcun Anders rispetto al noto. Lo strumentalismo è un costruttivismo che non si limita a ribadire che tale condizione è l'universalizzazione del noto, ma suggerisce che questa può realizzarsi solo in una società democratica; per la quale non intendeva né l'esperienza ateniese, né il sistema descritto da De Tocqueville fatto dal concorso di diverse individualità garantite nelle loro alterità dalla distinzione e dall'equilibrio tra i poteri istituzionali, ma un «organismo sociale» che escludeva il concetto di alterità perché tutti i suoi membri accettavano fino a incarnarlo uno stesso valore universale e noto in quanto rivelato.
Sotto la maschera di un linguaggio filosofico, psicologico, scientifico, v'è qui un integralismo religioso di stampo essenzialmente calvinista che riformula l'ideale che aveva guidato i Padri pellegrini nel fondare il Nuovo Mondo come spazio libero o facilmente liberabile da valori altri rispetto a quelli cristiani.
La vocazione totalitaria di questo integralismo aveva trovato un argine nella pur illusoria evocazione freudiana di un mondo altro rispetto al suo valore, nell'impreciso richiamo marxista ad altri valori, nell'insistenza esistenzialista sul limite di ogni valore: e la crisi di queste ideologie, con il venir meno degli argini da esse oppostigli, apriva al suo dilagare in quella che è stata chiamata postdemocrazia una prospettiva inedita che appariva illimitata per gli strumenti economici, mediatici, tecnologici e militari di cui poteva avvalersi.
Inoltre esso stabiliva un'oggettiva alleanza con un altro integralismo che di lì a poco avrebbe minacciato di coinvolgere in una guerra santa contro le immagini piatte del razionalismo occidentale altre immagini che dichiarassero un Anders che toglieva al suo Dio la prerogativa della creatività.
Il problema del poi non era dunque posto solo da quanto nel rendere la teoria della nascita classica minacciava di consegnarla al passato, dalle incognite della formazione, dal succedersi delle generazioni e dalla riuscita nel confronto con le principali ideologie del Novecento; ma anche dalla sfida globale che quella teoria doveva sostenere per la portata di una riuscita che andava oltre quel confronto.
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