3. «Freud non è mai esistito»
A Napoli non fui criticato solo per avere rapportato Freud al razionalismo. Fagioli, dopo avere obiettato al titolo del Convegno, si era anche soffermato sul mio riferimento all'idraulica, aveva ribadito l'affermazione iniziale dell'inesistenza di Freud definendolo ancora una volta come «cretino», e aveva concluso imputandomi un'incoerenza.
Rispondeva così alla mia affermazione che riconoscere nel freudismo una forma di religione non comportava il dovergli negare specificità storica. Riferendomi all'idraulica, non però a quella di Ippocrate ma alla scienza dei fluidi dell'Ottocento, avevo voluto infatti sottolineare detta specificità individuando nel linguaggio di tale scienza ciò di cui il freudismo si era servito per apparire diverso dal suo essere la risoluzione del razionalismo moderno in una «religione che non sembra una religione». Fagioli intendendo quel riferimento come fatto ad Ippocrate, lo distoglieva da questa funzione e me lo restituiva in quella opposta di smentire la specificità storica di Freud; cosa che ribadiva definendolo appunto come ho detto e concludendo con l'imputarmi di affermare ora, nel riconoscergli specificità storica, l'opposto di quanto avevo affermato cinque anni prima.
A Napoli potei rispondere solo alla seconda proposizione che avevo colto meglio. Dissi che sull'essere Freud un cretino ero d'accordo, ma aggiunsi con un pizzico di ironia che i cretini non sono tutti uguali e poteva essere riconosciuta un'esistenza propria a ciascuno di loro, e una funzione al definirne le differenze.
Riguardo all'affermazione che Freud non avesse specificità storica perché la sua idraulica era quella d'Ippocrate, a parte quanto ho sopra precisato, mi sembra abbia risposto Fagioli stesso completando che Freud aveva in più di Ippocrate la proprietà di avere annullato duemila anni di storia.
Riguardo alla terza proposizione, si riferiva a un mio lavoro del 1994 ove avevo effettivamente sostenuto che la psicoterapia era nata nel 1971, che prima del 1971 non era esistita e che quindi né Freud come psicoterapeuta, né il freudismo come psicoterapia, né la psicoterapia in genere, erano mai prima esistiti: la “falsità” dell'introduzione sarebbe stata dimostrata dalla sua incoerenza con quanto avevo detto cinque anni prima.
E' però facile constatare che in quel lavoro avevo sostenuto che Freud come psicoterapeuta e il freudismo come psicoterapia non esistono essendo la psicoterapia nata nel 1971 con la scoperta della pulsione e dell'immagine, ma non che Freud e il freudismo non fossero esistiti storicamente.
L'incoerenza mi sarebbe dunque stata imputata perché non si sono distinti i giudizi scientifico e storico. Avremmo così una situazione analoga a quella cui ho ricondotto la critica a quanto avevo sostenuto sul rapporto tra Freud e il razionalismo; e cioè l'uso della possibilità di un termine, che qui é il verbo "esistere" e la sua forma verbale negativa "non è esistito", di avere almeno due significati (non essere esistito come teoria scientifica valida e non essere esistito come realtà storica, come teoria falsa), per criticare sul piano del primo un discorso fatto sul piano del secondo.
Anche però in quest'espressione di quanto ho chiamato "danza sulle parole", v'é una seduzione a pensare oltre, il che significa ora stabilire se davvero non siano stati distinti i giudizi scientifico e storico; il che può essere fatto leggendo quanto nel citato incontro di Palau Fagioli aveva detto in risposta a un intervento nel quale si osservava come «il termine post freudiano» implicasse «una visione storicistica (…) della conoscenza».
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