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2. Il conflitto di un adolescente

Di esso si sa anzitutto che è, per il Dewey delle poesie, il contenuto di un ricordo, qualcosa già esistito nella gioventù che ora riappare:

Nel corso di lenti ed oscuri anni
il sole è ritornato nel bosco
arido e freddo.
Fintantoché improvvisamente (…)
ritornò (…).
Consumato dalla fiamma
il vecchio fu giovane.

Di conseguenza, il proposito di orientarsi su quel mondo e sulle vicende da esso attraversate porta a guardare indietro, nell'adolescenza del filosofo. Per farlo dobbiamo procedere per indizi, come se ricercassimo fossili in un roccia, per individuare, soprattutto nelle prime opere di Dewey, riferimenti a quel mondo che le aveva precedute dal quale egli era “emerso” appunto come filosofo.
Riferimenti a tale mondo stanno, ad esempio, in uno scritto del 1886 sull'utilità della psicologia nell'educazione degli adolescenti:

(…) è noto che di norma i ragazzi e le ragazze passano attraverso una rivoluzione sia psichica che fisica tra i 14 e i 17 anni circa (…). Con l'adolescenza ha inizio l'esistenza soggettiva: ha inizio la vita che riconosce il proprio unico significato per se stessa e comincia a soffermarsi sulle proprie relazioni personali, intellettuali e morali ed a fare esperienze con esse per adattarle, come fa l'uomo poi in tutta la vita; ha inizio il porsi domande su se stessi, l'introspezione, le indagini sul significato delle cose e del proprio rapporto con esse. Sorge qui un problema del massimo interesse pedagogico: come affrontare questa trasformazione della vita infantile? Dovremo prenderne atto in modo sistematico o abbandonarla a se stessa? Non voglio affermare che lo studio della psicologia risolva questo problema; ma sembra possibile che orientare le ricerche del giovane a questa età, invece di consentire loro di andare alla deriva, offra un aiuto intellettuale immediato ed eviti lo spreco di molta energia mentale e persino morale.

Dobbiamo leggere queste parole in chiave autobiografica. L'autore vi parla di adolescenti, ma leggiamo come se parlasse di sè. Leggendo così, lo sentiamo dire, proprio come nelle poesie, di un mondo non ancora compreso e ordinato nei valori che viene affermando e caratterizzarcelo come quello dell'adolescenza in quanto mondo della soggettività, delle domande, della ricerca e del cambiamento, ove è protagonista quella che, in quest'altro passo, chiama «relatività del sentire»:

(..) tutto quanto viene spiegato, va spiegato in relazione al noto e non all'ignoto. Anche ammettendo che la causa del nostro sentire esiste in modo indipendente da noi e totalmente ignoto, il carattere relativo del nostro attuale sentire non potrebbe essere dimostrato per mezzo di tale ignoto. Spiegare è portare la cosa in relazione con qualcosa di noto. La spiegazione dell'ignoto per mezzo del noto, e non quella del noto per mezzo dell'ignoto, appartiene alla scienza.

Il mondo adolescente della soggettività, delle domande, del cambiamento e del movimento è dunque anche quello in cui il sentire prevale sul conoscere, l'individuale sull'universale, il divenire sulla stabilità, il relativo sull'assoluto. Si può dire, capovolgendo l'efficace formula che conclude il brano, che l'interesse per l'ignoto e l'esposizione ad esso vi prevalgono sull'interesse per il noto.
Deve esserci stato un momento in cui questo mondo di chi esige l'attenzione al significato non dato delle cose e dei rapporti e si muove cercandolo, fu il mondo effettivamente vissuto rispetto al quale quello dei luoghi, delle tradizioni e delle idee costituiti come valori assume un aspetto estraneo.
L'esposizione all'ignoto è fervida di senso della crescita, di domande e di ampliamento di confini del proprio mondo; ma incontra un'ostilità nella cultura che dà luogo a una situazione di conflitto denunciata come situazione di «lacerazione interna»:

(...) quel senso delle divisioni e delle separazioni – tra corpo e anima, natura e Dio ecc. – che era stato generato in me dalla cultura della Nuova Inghilterra, mi causava un'oppressione singolarmente penosa; peggio, mi comunicava le fitte di una lacerazione interna

Le poesie alludono quindi al mondo dell'adolescenza caratterizzato dalle domande e dalla tensione verso l'ignoto come fonte di significati e vissuto con una conflittualità che rasentava la dissociazione.


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