Il pensiero del giovane Dewey e la presenta dell'integralismo cristiano nelle radici della democrazia americana.
1. Le poesie di Dewey
Per stabilire come il problema del rapporto con l'altro si presenta nel giovane Dewey, parto dall'esame delle poesie che egli compose alla fine degli anni Venti, quando era ormai giunto all'apice della sua affermazione come massimo filosofo americano e il suo sistema si avviava a costituire il più fruito punto di riferimento ideologico delle democrazie occidentali, prima contro i totalitarismi del Giappone, dell'Italia e della Germania e poi contro quello dell'Unione Sovietica.
Tra quelle poesie ve ne sono alcune che egli compose per la giovane scrittrice polacca Anzia Yezierska della quale, ormai non più in verde età, si era innamorato.
Esse non erano concepite per venire pubblicate: il filosofo, dopo averle scritte, le gettava nel cestino dei rifiuti del suo studio alla Columbia University da cui le salvò, rendendone così possibile la pubblicazione molti anni dopo, M. Halsey Thomas, bibliotecario di quell'Università e autore di una monumentale bibliografia deweyana, il quale aveva la curiosa abitudine di entrare in tale studio in assenza di Dewey per recuperare i fogli che questi scartava.
Il fatto che non fossero concepite per essere pubblicate dice che, con queste poesie, entriamo in contatto con una dimensione “altra” rispetto a quella, nota e affermata, che Dewey riteneva propria.
Il tema dell'altro è ampiamente presente nelle poesie stesse. Esse parlano dell'interesse per un'altra e di un'altra che si intrude nell'universo razionale del filosofo. Parlano non solo di qualcosa che gli si presenta attraverso quest'altra e che egli avverte come estraneo a quel suo universo, ma dicono anche che quest'alterità è ai limiti estremi del confrontabile, è quasi perduta alla possibilità della percezione, trascurata, ignorata, cestinata.
Il filosofo stesso riteneva che esse dicessero qualcosa di troppo diverso dalla sua filosofia, che però non era sconnesso da essa proprio in quanto faceva del tempo dedicatole un tempo perduto:
Mi sveglio da una lunga, lunga notte
di sogni senza pensieri e di fantasie
né sgradite né irritanti. E nonostante
il sonno fatto di indisturbati smarrimenti
priva di gioia e priva di pena inizia la danza circolare
degli inilluminati doveri quotidiani
ragnatela di seta in cui sono legato.
Questo nesso, sia pur negativo, tra l'attività del nostro e il mondo che appare dalle sue poesie sollecita ad approfondire la conoscenza di tale mondo.
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